Giovedì 08 Marzo 2012, h 11:00
Dio è “papà”! Perché non è “mamma”?
La presenza del maschile nell’immagine di Dio
Novara, Liceo scientifico San Lorenzo - Salesiani
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Conferenza
Relatore: Rosanna Virgili
Moderatore: Paolo Usellini
A cura di: Comitato per il Progetto Passio
» Ciclo: Alla ricerca del Padre. Giovani in dialogo sull’essere padri, tra compiti, valori e simboli (Provincia di Novara)

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DESCRIZIONE

CRONACA

La Bibbia si apre con il cosiddetto racconto di Creazione: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza,…”. A nostra di chi? È la prima domanda che sorge. Dio chi è? Una volta si imparava che Dio è l’essere perfettissimo creatore del cielo e della terra”, nel credo “credo in un solo Dio”. Allora la domanda è ancora più pertinente: perché questo plurale? Da dove arriva?

Dire che Dio è maschio e femmina: significa che Dio è in se stesso relazione duale. La dualità maschio e femmina indica una relazione che è creatrice, che da vita a qualcosa di nuovo. Dio non è il solo ma è l’essere in relazione per eccellenza: la relazione a due è quella più difficile da vivere. Chi è da solo si fa i fatti suoi, nella compagnia la relazione è più facile (se non stai con uno, stai con l’altro). Dalla relazione a due si  può dire che non scappi. È già un “Dio con”: che poi diventerà con Abramo, con Mosè, con Gesù,… .

Perché Dio è Papà e non Mamma? Ogni Papà e Mamma: portano in sé, anche geneticamente, un quoziente dell’altro sesso. Il maschile e il femminile in qualche misura li portiamo dentro entrambi. È proprio perché ti porti dentro questa impronta relazionale che senti il continuo bisogno di incontrare altri.

Da sempre la nostra tradizione ha mefatorizzato il Dio Primo come un Maschio: lo si chiama “Re”, “Signore”, “Dio”. Le culture antiche osservavano nella Natura che gettando il Seme nella terra questo con il tempo di trasformava in frutto. Lo stesso si osservava nell’accoppiamento degli animali e degli uomini: si pensava all’origine della vita come proveniente dal maschio che ha il “seme”. Dio è maschio se dunque devo esprimere l’origine della vita. Ad un certo punto Dio Maschio comincia ad essere chiamato “Padre”, Gesù lo chiamerà anche “Abba” (Babbo).

È anche mamma per quell’idea che noi portiamo dentro sia maschile che femminile. Interessante che poi la Scrittura dica che Dio ama con le “Viscere Materne: questo per descrivere la compassione di Dio per il suo popolo. Isaia dice – in un passo molto celebre – che anche se una mamma non dovesse ricordare del proprio figlio, Dio non ti dimentica. Dio quindi è anzitutto papà che come padre esercita anche il proprio ruolo materno.

 

Dibattito con i ragazzi

Perché i preti sono soltanto maschi se Dio è anche madre? Don Silvio sottolinea che la cosa vale solo per la Chiesa Cattolica.

Richiesta di un approfondimento sull’Immagine di Dio.

Obiezione di una professoressa sulla naturalità con cui una Madre potrebbe sentirsi tale: soprattutto in una società come la nostra in cui la donna si trova caricata di mille incombenze diverse. Il padre riesce ad essere riconosciuto – ad avviso della prof – più sa esercitare la propria parte di maternità.

Don Silvio riprende sul fatto che il bambino mentre si trova naturalmente a contatto con la madre, deve invece imparare a conoscere la voce del padre come voce altra. La voce maschile deve essere quella che si fa sentire come la legge, la voce normativa: qualcosa che ti viene dato da fuori, non è natura ma è cultura. I “no” detti dal padre valgono molto più dei “no” detti dalla madre: il problema del nostro tempo è l’inversione dei ruoli.

Alessandro Usellini,chiede un approfondimento sull’essere padri e madri che aiuti i ragazzi ad esercitare questi ruoli un domani. È importante, effettivamente, esercitare la condizione dell’amorevolezza. Spesso si rischia di andare giù con la mannaia, senza preoccuparsi di chi si ha di fronte. Quando tu metti in atto questa attenzione, questo ha una presa incredibile. Non si tratta di atteggiamenti effemminati, quanto piuttosto si parla di chi ha atteggiamenti che esprimono la cura dell’altro.



PRESENTAZIONE

Don Silvio Barbaglia presenta il Volto di Dio presentato nelle Sacre Scritture. I tratti che prevalgono sono quelli paterni: un Padre misericordioso ma che chiede anche la responsabilità di una risposta. Non sono assenti tuttavia i riferimenti ad una dimensione "materna" di Dio: sopratutto quando l'Antico Testamento ci presenta un Dio che ama con le Viscere materne!