Martedì 13 Marzo 2012, h 11:00
Da dove veniamo?
L’origine del mondo nel dibattito tra Scienza e Fede
Omegna, Istituto di Istruzione Superiore “Piero Gobetti”
» Mostra mappa
Conferenza
Relatori: Alessandro Vicini; Antonio Petagine; don Silvio Barbaglia
Moderatore: don Maurizio Medina
A cura di: Comitato per il Progetto Passio
» Ciclo: Alla ricerca del Padre. Giovani in dialogo sull’essere padri, tra compiti, valori e simboli (Provincia di Novara)

AUDIO


DESCRIZIONE

PRESENTAZIONE

Da dove veniamo?

Studenti a confronto sull'origine dell'universo con fisica, filosofia e teologia

"Da dove viene il mondo?". Un interrogativo antico, che ha stimolato la nascita delle religioni e che, per secoli, ha infiammato la filosofia. Una domanda che, oggi come non mai, interpella la scienza. Alessandro Vicini, fisico delle particelle, Antonio Petagine, filosofo, e don Silvio Barbaglia, biblista, hanno cercato di rispondervi rivolgendosi martedì 13 marzo agli studenti del Liceo scientifico "Gobetti" di Omegna, in un incontro dal titolo "Da dove veniamo?" realizzato nella sezione di Passio dedicata ai giovani e alle scuole. Per la fisica, la risposta è affidata a un modello, che descrive l'origine dell'universo con il "big bang", la primigenia esplosione di energia, da cui tutto ha avuto inizio. "Gli sforzi dei fisici sono attualmente tesi a scovare il Bosone di Higgs, la cosiddetta "particella di Dio" – spiega Vicini –, che è il tassello mancante nel processo che dall'energia conduce alla materia". Per la filosofia invece "sono importanti sono le domande che l'uomo si pone – afferma Petagine – non solo sul "come" si è formato l'universo o sul meccanismo biochimico di funzionamento del cervello, tipiche della scienza. Occorre infatti anche chiedersi qual è il senso dell'uomo e del creato, per giungere a una loro spiegazione più intima e soddisfacente". E anche le Scrittura sacra di Israele si pone alla ricerca di un senso alla realtà, con i racconti di creazione del libro della Genesi. Ma "non bisogna credere – spiega don Barbaglia – che essi siano da prendere alla lettera, alimentando così la tradizionale e infondata contrapposizione tra scienza e fede nello spiegare l'origine del mondo. In realtà si tratta di testi scritti quando Israele, sei secoli prima della nascita Cristo, viveva il dramma dell'esilio a Babilonia. Il loro scopo è escatologico, cioè finalizzato a dare al popolo in difficoltà una spiegazione della situazione che sta vivendo e una speranza di salvezza futura. Un salvezza che passa solo attraverso la fede in Dio e la fedeltà alla sua alleanza".