Sabato 14 Aprile 2012, h 15:30
Una vita per amare
Ricordi di vita di una monaca di clausura
Orta San Giulio - Isola di San Giulio, Basilica di San Giulio
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Presentazione di libri
Relatori: Madre Anna Maria Canopi; Roberto Cicala
Moderatore: don Silvio Barbaglia
A cura di: Interlinea edizioni; Monastero Mater Ecclesiae

AUDIO


DESCRIZIONE

CRONACA

Una vita per amare - Madre Canopi presenta la sua autobiografia

Un "piccolo" libro per raccontare una "grande" testimone della parola di Dio

"Un piccolo libro che racconta una grande storia, una grande vocazione e al centro una piccola figura di donna che è una grande testimone della parola di Dio". Con queste parole Roberto Cicala, editore di Interlinea, sabato scorso ha presentato, nell'ambito di Passio 2012, nella basilica dell'abbazia benedettina Mater Ecclesiae dell'Isola di San Giulio il volume "Una vita per amare. Ricordi di una monaca di clausura" scritto da madre Anna Maria Cànopi, abbadessa del monastero. "Devo sinceramente confessare che ho accettato non senza ritrosia l'invito a fare questo 'viaggio nella memoria' della mia vita. L'ho fatto... perché si evidenziasse l'opera che Dio ha compiuto nell'esistenza di una delle tante piccole creature a cui Egli ha rivolto lo sguardo con infinita benevolenza... Perciò se ora oso offrire queste pagine alla tante persone che amo e da cui sono amata è soltanto per invitarle a rendere grazie con me al Signore...". Così esordisce nel suo libro madre Cànopi che nella presentazione ha ripercorso in modo poetico i tempi dell'infanzia: "Ero quinta di otto figli: una famiglia numerosa è una scuola di sapienza e di amore, i figli hanno non tanto bisogno di essere amati quanto di amare... Per me e i miei fratellini, il Natale era il momento in cui nasceva Gesù, lo sentivamo vivo e presente... Nella semplicità nella povertà si faceva a gara per condividere le cose: quando si è da piccoli abituati a condividere e a rinunciare per gli altri, nella vita si vive con un certo orientamento, non ripiegati su di sé ma felici per gli altri". Madre Cànopi ha poi ricordato il percorso che l'ha portata a fondare l'abbazia: "Ho accettato di venire qui dietro invito di monsignor Del Monte, rimettendomi a quello che il Signore voleva... Sembrava una follia, eravamo in sei monache, ce n'era una che aveva già 73 anni e dopo un anno si è ammalata di tumore e anch'io sono stata operata. Tutti pensavano che non andassimo avanti, ma il monastero sull'Isola è proprio un disegno di Dio, un'opera tutta del Signore. Anche quando scrivo è lo Spirito Santo a ispirarmi, ho creduto e credo nello Spirito Santo". Don Silvio Barbaglia nel tracciare le conclusioni ha sottolineato come la testimonianza di madre Cànopi, di una fede che si rinnova giorno dopo giorno senza cadere nella routine, sia un esempio da imitare nella vita di ogni credente.



PRESENTAZIONE

"Una vita per amare. Ricordi di vita di una monaca di clausura"

Madre Cànopi presenta in anteprima il suo libro autobiografico

"Una vita per amare. Ricordi di vita di una monaca di clausura". Questo il titolo del libro autobiografico di madre Anna Maria Cànopi, abbadessa del monastero benedettino Mater Ecclesiae di Orta San Giulio, che, nell'ambito di Passio 2012, viene presentato in anteprima sabato 14 aprile alle 15.30 nella basilica di San Giulio, all'Isola di San Giulio. Intervengono alla presentazione, l'editore Roberto Cicala e don Silvio Barbaglia in veste di moderatore. Anna Maria Canopi, fondatrice nel 1973 dell'abbazia benedettina e profonda erudita della letteratura dei Padri della Chiesa nonché prolifica autrice, è una delle maggiori figure della spiritualità contemporanea, anche a livello internazionale. Nel volume, l'abbadessa del monastero benedettino di clausura sull'isola di San Giulio si guarda indietro e decide di raccontare la storia della sua vita e della sua vocazione: «La parola di madre Cànopi dall'oasi della memoria e da quell'oasi del suo presente che è il piccolo paradiso monastico sul lago d'Orta si rivolge all'umanità intera. Parla con amore e dolcezza ma anche con intensità e certezza a quella "crisalide divina" che è racchiusa nel "bozzolo del mistero"...» sottolinea il cardinale Gianfranco Ravasi nella presentazione.

 

Una vita per amare - Madre Canopi presenta la sua autobiografia

Un “piccolo” libro per raccontare una “grande” testimone della parola di Dio

“Un piccolo libro che racconta una grande storia, una grande vocazione e al centro una piccola figura di donna che è una grande testimone della parola di Dio”. Con queste parole Roberto Cicala, editore di Interlinea, sabato scorso ha presentato, nell’ambito di Passio 2012, nella basilica dell’abbazia benedettina Mater Ecclesiae dell’Isola di San Giulio il volume “Una vita per amare. Ricordi di una monaca di clausura” scritto da madre Anna Maria Canopi, abbadessa del monastero. ”Devo sinceramente confessare che ho accettato non senza ritrosia l’invito a fare questo ‘viaggio nella memoria’ della mia vita. L’ho fatto... perché si evidenziasse l’opera che Dio ha compiuto nell’esistenza di una delle tante piccole creature a cui Egli ha rivolto lo sguardo con infinita benevolenza... Perciò se ora oso offrire queste pagine alla tante persone che amo e da cui sono amata è soltanto per invitarle a rendere grazie con me al Signore...”. Così esordisce nel suo libro madre Canopi che nella presentazione ha ripercorso in modo poetico i tempi dell’infanzia: ”Ero quinta di otto figli: una famiglia numerosa è una scuola di sapienza e di amore, i figli hanno non tanto bisogno di essere amati quanto di amare... Per me e i miei fratellini, il Natale era il momento in cui nasceva Gesù, lo sentivamo vivo e presente... Nella semplicità nella povertà si faceva a gara per condividere le cose: quando si è da piccoli abituati a condividere e a rinunciare per gli altri, nella vita si vive con un certo orientamento, non ripiegati su di sé ma felici per gli altri”. Madre Cànopi ha poi ricordato il percorso che l’ha portata a fondare l’abbazia: ”Ho accettato di venire qui dietro invito di monsignor Del Monte, rimettendomi a quello che il Signore voleva... Sembrava una follia, eravamo in sei monache, ce n’era una che aveva già 73 anni e dopo un anno si è ammalata di tumore e anch’io sono stata operata. Tutti pensavano che non andassimo avanti, ma il monastero sull’Isola è proprio un disegno di Dio, un’opera tutta del Signore. Anche quando scrivo è lo Spirito Santo a ispirarmi, ho creduto e credo nello Spirito Santo”. Don Silvio Barbaglia nel tracciare le conclusioni ha sottolineato come la testimonianza di madre Cànopi, di una fede che si rinnova giorno dopo giorno senza cadere nella routine, sia un esempio da imitare nella vita di ogni credente.