Lunedì 16 Aprile 2012, h 21:00
“Chi vuol essere primo si faccia servo di tutti”: una prospettiva evangelica del “primato di Pietro”?
Un confronto sereno e franco tra cattolici, protestanti e ortodossi
Novara, Sala Maddalena - Palazzo dei Vescovi
» Mostra mappa
Tavola rotonda
Relatori: Padre Traian Valdman; don Silvio Barbaglia; Davide Rostan
Moderatore: Fabrizio Filiberti
A cura di: Servizio Diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso
» Ciclo: Assisi chiama Novara. Progetto di formazione ecumenica e al dialogo interreligioso

VIDEO


AUDIO


DESCRIZIONE

PRESENTAZIONE

Il papa: necessario o dannoso alla vita della Chiesa? Le opinioni divergono nell'incontro che vede a confronto Rostan, Valdman e Barbaglia come esponenti delle confessioni critiane protestante, ortodossa e cattolica. La centralità di Roma nella cristianità è discendente diretta - spiega Barbaglia - del ruolo centrale che Gerusalemme rivestiva per i giudaismi: la Chiesa di Gerusalemme aveva ruolo egemone e di riferimento, fino a quando - con la distruzione di Gerusalemme - fu necessario stabilire altrove il fulcro della nuova corrente giudaica che era il nascente cristianesimo. Essa fu trovata in Roma, dove per anni vissero Pietro - leader della comunità di Gerusalemme - e Paolo, l'apostolo delle genti. Il vescovo di Roma assunse quindi graduale importanza, in quanto pastore di tale comunità privilegiata. "Padre: questo è il significato del nome attribuito al Vescovo di Roma. Ancora oggi in Oriente i sacerdoti sono chiamati papas" - afferma Valdman, che aggiunge: "riconosciamo l'importanza della figura del papa, ma riteniamo che il suo ruolo debba essere giocato con particolare attenzione alla collegialità e alla comunione con i pastori che guidano le altre Chiese". Del tutto arbitrario è invece per Rostan riferirsi al papa e al suo magistero come riferimento nell'interpretare le Scritture, le quali debbono essere l'unico fondamento della fede. Ruoli e resposabilità, afferma inoltre Rostan, dovrebbero inoltre essere assegnati nelle Chiese sulla base di procedimenti democratici, con premesse bel lontane dalla struttura gerarchica delle Chiesa cattolica Romana.