Giovedì 19 Aprile 2012, h 10:30
Apocalisse di e con Lucilla Giagnoni
Uno spettacolo teatrale per i giovani
Novara, Teatro Coccia
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Rappresentazione teatrale
Di e con: Lucilla Giagnoni
Comitato per il Progetto Passio
A cura di: Comune di Novara - Assessorato alla Cultura
» Ciclo: Alla ricerca del Padre. Giovani in dialogo sull’essere padri, tra compiti, valori e simboli (Provincia di Novara)

TESTI


DESCRIZIONE

CRONACA

Apocalisse: quando la fiducia squarcia il velo del mistero

"Vedi quello sciame di api che continua a girare senza meta e che non trova l'alveare? E' destinato a morire". Con queste parole, raccolte dalle labbra del padre apicoltore, Lucilla Giagnoni dà inizio allo spettacolo teatrale "Apocalisse", con musiche di Paolo Pizzimenti ed effetti di luce di Massimo Violato, rappresentato a Novara al teatro Coccia, la sera del 18 aprile e –in replica speciale per le scuole – il mattino del 19 aprile. "Le api –spiega Giagnoni- hanno un sistema visivo molto efficiente, ma incapace di guidarle all'alveare, se questo è stato spostato anche solo di pochi metri". È un paradosso utile a descrivere la precarietà della vita umana, minacciata da pericoli incogniti, di cui ogni essere vivente – uomo compreso – è chiamato a difendersi ogni giorno, interpretando la realtà in cui vive e i segnali che essa offre. Segnali spesso ! contradditori, come quelli di cui è destinatario Edipo, il re della città greca di Tebe che la tragedia "Edipo Re" di Sofocle ci descrive essere in preda alla peste per punizione divina. Peste che è metafora delle molteplici tragedie che costellano la storia umana, di cui recenti esempi sono l'attentato dell'11 settembre del 2001, il terremoto dell'Aquila del 2009 e il terremoto in Giappone del 2011. "Apocalissi" è il nome dato comunemente a questi avvenimenti, prendendo il nome a prestito da quello dell'ultimo libro del Nuovo Testamento. Ma "Apocalisse" significa in realtà "svelamento". Svelamento della verità, che si nasconde dietro le apparenze con cui la realtà si mostra. Così a Edipo, che si pone in ricerca del colpevole del terribile castigo che sta colpendo Tebe, la verità si svela all'improvviso, inattesa ed impietosa: è lui la causa del flagello, perché inconsapevole omicida del padre Laio, p! recedente re di Tebe, e perché unito in rapporto incestuoso con Giocasta, sua madre e moglie del re defunto. Così Edipo decide di lasciare la città, e andando in esilio la libera dalla maledizione. "Riflettere sulla realtà, per guardare a essa oltre il velo delle apparenze, questo è il ruolo del teatro – afferma Giagnoni –. Ma il testo sacro dell'Apocalisse va oltre, svelando una comprensione della realtà che è accessibile solo a chi si affida con fiducia all'abbraccio del Risorto. È questa fiducia che consente all'uomo di andare oltre la morte e di costruire una speranza eterna, che inizia fin da ora, nell'impegno per un mondo migliore nella vita quotidiana".



PRESENTAZIONE

APOCALISSE

di e con

Lucilla Giagnoni

Collaborazione al testo Maria Rosa Pantè

Collaborazione alla drammaturgia scenica Paola Rota

Musiche originali di Paolo Pizzimenti

Scene e luci Massimo Violato

Segreteria di produzione Elisa Zanino

Produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa - CTB Centro Teatrale Bresciano

I Teatri del Sacro

Si ringrazia Don Silvio Barbaglia per la consulenza sul testo biblico

Lo spettacolo “Apocalisse” s’ispira all’ultimo libro della Bibbia.  Ciò che interessa è l’idea di svelamento e rivelamento che è il primo significato del termine greco. “Guarda”, “Racconta ciò che hai visto”, sono le indicazioni più frequenti date a Giovanni, il testimone-narratore. In un mondo di ciechi che credono di vedere e, dunque, di sapere, il mistero si rivela solo a chi sappia guardare, a chi abbia occhi nuovi.  Cecità e Rivelazione fanno immediatamente pensare ad un personaggio totemico nel teatro occidentale: Edipo.  Il Testo sacro che per i cristiani sigilla la serie dei testi biblici e il testo teatrale che dà inizio ad ogni forma di indagine sull’Uomo vengono posti in parallelo a raccontare che la fine dei tempi è  in realtà un nuovo Inizio e una nuova Vita per chi impara a Vedere. E’ la storia dell’evoluzione della Coscienza: un bambino appena nato vede il mondo come un fenomeno incredibile in cui pian piano le cose si riempiono di senso. Questa è l’Apocalisse, una RiNascita.

“Apocalisse” è l’ultimo capitolo di una trilogia della “spiritualità”composta dallo spettacolo “Vergine madre”, ispirato al percorso di salvezza raccontato nella Divina Commedia e dallo spettacolo “Big Bang” che, a partire dall’ultima parola delle Divina Commedia, Stelle, e dai primi  due capitoli del libro della Genesi, indaga sull’Inizio e sulla Creazione  facendo dialogare il linguaggio della scienza con quello della teologia e  quello del teatro. Apocalisse indaga sul vero significato della Fine.

Apocalisse è una drammaturgia originale di cui Lucilla Giagnoni è autrice e unica interprete.

La tecnica teatrale è quella del monologo e alterna momenti d’interpretazione poetica a passaggi narrativi in diretta comunicazione al pubblico.

Il percorso prevede una fase di ricerca e di studio in cui l’autrice attrice sarà affiancata da studiosi del testo biblico, da ricercatori scientifici, da collaboratori alla scrittura, seguito da un periodo di prove in cui la drammaturgia nella forma di primo canovaccio, come spesso capita nei monologhi di narrazione, viene messa alla prova davanti ad un pubblico scelto di studenti e amici, invitati a costruire con il loro ascolto  e la loro risposta  il respiro organico dello spettacolo. La prima fase di presentazione di “Studi” è perciò anch’essa fase di scrittura e ricerca. A questa segue il debutto e la tournèe in teatro con predilezione per la ricerca di spazi non teatrali  come chiese, luoghi naturali o luoghi di denso significato simbolico  e spirituale.

Si avvale della collaborazione degli artisti che hanno seguito il percorso di “Vergine Madre” e “Big Bang”, con la sonorizzazione e le musiche originali di Paolo Pizzimenti,  le luci di Massimo Violato che, parti integranti della drammaturgia, hanno la caratteristica di creare un modello di spettacolo sempre riproducibile in teatro e la potenzialità di reinventarlo esaltando le peculiarità di ogni diverso spazio non teatrale.