Venerdì 18 Marzo 2016, h 21:00
La storia di Cristo nella parete della Madonna delle Grazie di Varallo
Contemplazione e mistero tra parola, immagini e musica
Novara, Convento francescano cappuccino di San Nazzaro della Costa
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Conferenza
Con: Mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara; Alberto Cottino, storico dell’arte
Dirige: Francesco Iorio
A cura di: Comitato per il Progetto Passio
Intermezzi musicali: Coro del Civico Istituto Musicale Brera

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DESCRIZIONE

CRONACA

 

GAUDENZIO, IN VALSESIA L’ARTE INTERNAZIONALE DEL RINASCIMENTO
Con Brambilla, Cottino e i canti del coro “Brera”, arte e musica narrano la Passione

I segreti delle scene della Parete gaudenziana di Varallo Sesia “svelati” dall’alta definizione e dai commenti dello storico dell’arte Alberto Cottino e del vescovo di Novara monsignor Franco Giulio Brambilla. Una serata di contemplazione – nella quale, alle spiegazioni dei due relatori, si sono avvicendate le meditazioni musicali proposte dal Civico Istituto Musicale Brera diretto da Francesco Iorio – quella che venerdì 18 marzo ha animato la chiesa del Convento francescano cappuccino di San Nazzaro della Costa nell’ambito di Passio 2016. Il numeroso pubblico, grazie alle fotografie ad alta definizione proiettate su maxischermo, ha potuto cogliere le più piccole sfumature espressive e simboliche degli affreschi realizzati da Gaudenzio Ferrari nella chiesa della Madonna della Grazie di Varallo che raccontano La vita e la Passione di Cristo. A dare nuova luce al capolavoro sono state anche le conclusioni del volume “La parete gaudenziana di Santa Maria delle Grazie di Varallo” (di Brambilla, Pomi, Milani, Sguaitamatti, Alessi, con il contributo di Cottino; foto di Temporelli, Mirarchi e Gavinelli; Edizioni White Star), del quale è stata presentata la copia unica cartonata in formato extra large, realizzata da Design & Artbook, donata al Vescovo. Presentando le scene gaudenziane, il professor Cottino ha affermato: «Si tratta di un grande capolavoro della pittura rinascimentale italiana; va sottolineata la modernità di Gaudenzio, nella cui opera troviamo elementi del Perugino, di Bramantino e Leonardo, così come riflessi di Dürer». Il vescovo Brambilla, da parte sua, ha ricordato la profonda sintonia compositiva della scena dalla Crocifissione con quella dell’omonima cappella del Sacro Monte di Varallo – altro capolavoro di Gaudenzio – dei fronte a cui papa Giovanni Paolo II, in visita nel 1984, esclamò: «Questa è la Cappella Sistina del nord Italia!». Le ventuno scene del Ferrari sono state ripercorse in quattro tappe – la Natività, la Domenica delle Palme, la Passione e Il senso della speranza, accompagnate da musiche di Tchaikovsky, Holst, Schubert, Bach, Vivaldi e Fauré –, i cui momenti centrali sono stati la grande Crocifissione, di dimensione quadrupla rispetto agli altri riquadri, che svetta al centro della Parete, e la Resurrezione. «Scrivere questo libro ci ha consentito di riscoprire questa esperienza artistica e spirituale in cui il Verbo diventa immagine dipinta» ha concluso Cottino.



PRESENTAZIONE

 

LA PASSIONE SECONDO GAUDENZIO
Arte, parola e musica con Cottino, Brambilla e il Coro Brera

Contemplare la Passione di Cristo tra arte, parola e musica. È quanto Passio 2016 propone venerdì 18 marzo, alle ore 21, a Novara, nella cornice della romanica chiesa dei convento francescano di San Nazzaro, con lo storico dell’arte Alberto Cottino e al vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, che si alternano nel commentare le scene della vita di Cristo, dipinte da Gaudenzio Ferrari nella chiesa della Madonna della Grazie di Varallo, proiettate su maxischermo con fotografie ad alta definizione. A essi si unisce il coro del Civico Istituto Musicale Brera, diretto da Francesco Iorio, che propone canti tratti dalla tradizione della Chiesa di Oriente e di Occidente, preghiera in musica di fronte al mistero.

Fotografia di Agostino Temporelli, Vincenzo Mirarchi, Mauro Gavinelli © Don Tino e HALTADEFINIZIONE® ImageBank, per gentile concessione della Città di Varallo.

 

LE VENTUNO SCENE DELLA VITA DI CRISTO DI GAUDENZIO

«Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio…», annuncia Isaia nel tondo che domina la parete. E la parola profetica si avvera nelle ventuno scene dipinte a fresco da Gaudenzio Ferrari nel 1513 nella chiesa delle Madonna delle Grazie di Varallo, dall’Annunciazione alla Passione, per compiersi nella Risurrezione. È un racconto in immagini, pensato a supporto della parola pronunciata dal pulpito dai predicatori, chiamati a istruire i fedeli raccolti nella grande aula adibita alla catechesi, che – secondo l’uso francescano dell’epoca – la stessa parete affrescata separa dallo spazio riservato alle celebrazioni. Così il racconto evangelico si fa vivo e osservabile, capace – attraverso la tecnica, innovativa a quei tempi, della prospettiva – di chiamare gli osservatori a immergersi nella storia di Cristo, sentendosi contemporanei ai fatti narrati. Perché il mistero della salvezza, avveratosi allora, rivive ogni giorno nel sacramento dell’eucarestia, per raggiungere l’uomo di ieri e di oggi, per sempre.