Domenica 26 Febbraio 2012, h 21:00
“Padre nostro che sei nei cieli”
Chiamare Dio “papà”
Novara, Battistero paleocristiano
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Incontro di riflessione
Relatore: don Silvio Barbaglia, docente di Scienze bibliche
Voce: Lucilla Giagnoni, attrice e interprete
A cura di: Comitato per il Progetto Passio

DESCRIZIONE

CRONACA

Padre nostro...: alla scoperta del Padre, guidati da Gesù

Domenica in Battistero il primo incontro con Barbaglia e Giagnoni

"È giusto insegnare ai nostri figli a pregare, se Dio è morto?". L'interrogativo – dello psicoanalista Massimo Recalcati – risuona all'interno del Battistero paleocristiano di Novara, teatro, il 26 febbraio, del primo di sette incontri con il biblista don Silvio Barbaglia e l'attrice Lucilla Giagnoni, dedicati alla lettura e al commento del Padre nostro. La preghiera più comune e nota nella civiltà cristiana, ma che oggi appare tutt'altro che scontata. Perché dire "padre" chiama in causa un immaginario segnato da esperienze umane spesso negative. Come quelle espresse da Franz Kafka nella sua tormentata lettera al padre, scritta nel 1919 e mai recapitata al destinatario: "Anche quando scrivo mi bloccano la paura di te e le sue conseguenze". La relazione frustrante con un padre tiranno, che priva il figlio della libertà e lo schiaccia. Simile a quella che nel Novecento portò regimi totalitaristi a convocare i giovani "in adunate oceaniche per imparare ad odiare" e per inviarli "a combattere gli uni contro gli altri". Ma "voi non vi presterete ad essere strumenti di violenza e distruzione; difenderete la pace, pagando anche di persona se necessario", esorta Giovanni Paolo II nella veglia di Tor Vergata del 19 agosto del 2000, invitando i giovani convenuti per la Giornata mondiale della gioventù ad affidarsi a Cristo, nel quale potranno dire "sì" ad ogni loro più nobile ideale. "Quando pregate dite: Padre...", insegna lui stesso ai suoi discepoli. Un modo inedito di rivolgersi a Dio, non attestato nei giudaismi a lui contemporanei e molto raro persino nelle Scritture dell'Antico Testamento. Ma Gesù va oltre, e invita a non chiamare nessuno, su questa terra, "padre" o "maestro" – i titoli con cui amano farsi chiamare i dottori della Legge in Gerusalemme e in Galilea: "Perché uno solo è il vostro Maestro, e voi siete tutti fratelli..., e uno solo è il Padre vostro, quello celeste..., e una sola la vostra Guida, il Cristo". È un nuovo modo di intendere le relazioni tra persone, in cui tutti sono fratelli, accompagnati da Gesù, loro Guida, ad avere in Dio l'unico Padre e Maestro. Che Gesù chiama con un nome ancor più famigliare: "abbà", che in aramaico corrisponde all'italiano "papà". È il nome di Dio che Paolo rivela ai cristiani di Roma e della Galazia, invitandoli a invocare Dio come "abbà, padre", sull'esempio di Gesù. È il nome di Dio che l'evangelista Marco coglie sulle labbra di Gesù nell'Orto degli Ulivi, nella notte "in cui – canta David Maria Turoldo – perfino gli ulivi piangevano... e l'aria tremava tra ramo e ramo": "Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu". Ma cosa chiedere a questo Padre che è nei cieli? L'appuntamento per scoprirlo è in Battistero, alle 21, domenica 4 marzo.



PRESENTAZIONE

«Padre nostro...» – anzi, no: "papà"

Con Barbaglia e Giagnoni, nel Battistero di Novara, sette incontri per riscoprire il Padre nostro

È la preghiera più conosciuta e recitata. Che tutti – o quasi – hanno imparato a ripetere dai genitori e dagli educatori, fin dalla prima infanzia. Al punto, forse, di non interrogarsi più, in età adulta, sul significato delle parole pronunciate. Ma quanti conoscono davvero il "Padre nostro" in tutta la sua ricchezza? Come e perché Gesù si rivolgeva al Padre dei cieli con le parole della preghiera che – tramandano i Vangeli – ha egli stesso insegnato ai suoi discepoli? Cercheranno di rispondere all'interrogativo don Silvio Barbaglia, biblista, e Lucilla Giagnoni, attrice e autrice, che offriranno, nel Battistero del Duomo di Novara, sette incontri per riascoltare e interpretare il Padre nostro alla luce della tradizione ebraica e cristiana. Per riassaporarne i contenuti e avvicinarsi al dato originario testimoniato dai Vangeli. Gli incontri si terranno alle 21, in sette domeniche, dal 26 febbraio al 22 aprile, scandendo il testo dell'evangelista Matteo nelle sette invocazioni: "Padre nostro che sei nei cieli" (26 febbraio), "Sia santificato il tuo nome" (4 marzo), "Venga il tuo regno" (11 marzo), "Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra" (18 marzo), "Dacci oggi il nostro pane quotidiano" (25 marzo), "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori" (15 aprile), "E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male. AMEN" (22 aprile). «Sarà un percorso di approfondimento biblico – afferma don Barbaglia – che condurrà a conoscere meglio la Scrittura. Ma anche un percorso di scavo nella nostra umanità, per confrontare il volto del padre, che abita la nostra coscienza nelle sue pieghe più profonde e primordiali, con il volto del Padre di cieli, il Dio di Israele. Lasciandoci provocare da Gesù, che osa chiamarlo con l'affettuoso nome di: "papà"». Gli incontri saranno arricchiti da ambientazioni sonore realizzate con musiche originali di Paolo Antonio Pizzimenti, e saranno videoregistrati per produrre un cofanetto DVD, che sarà distribuito a oltre 50 emittenti televisive, per permettere la visione al pubblico dell'intero territorio nazionale.