Mercoledì 21 Marzo 2012, h 18:00
Il coraggio di educare oggi alle virtù
Novara, Istituto Magistrale “Contessa Tornielli Bellini”
» Mostra mappa
Presentazione di libri
Relatore: Giuseppe Savagnone
Moderatore: Riccardo Dellupi
A cura di: Comitato per il Progetto Passio; Punto informativo dell’Ordine degli psicologi

DESCRIZIONE

PRESENTAZIONE

Nelle virtù il "segreto" di una educazione armonica

La ricetta di Savagnone per gli adulti in "emergenza educativa"

"I nostri figli sono privi di rispetto e contrari a ogni regola morale". È una citazione dell'Alto Egitto – II millennio prima di Cristo – quella con cui Giuseppe Savagnone, responsabile del progetto culturale della diocesi di Palermo, dà inizio alla conferenza "Il coraggio di educare oggi alle virtù", svoltasi il 21 marzo presso l'Istituto Magistrale Contessa Tornielli Bellini di Novara nell'ambito di Passio. "Ogni generazione pensa sempre che i suoi figli siano i peggiori della storia, e noi non facciamo eccezione – spiega Savagnone –. Ma l'emergenza educativa di cui parlano i sociologi non è colpa dei giovani, ma degli adulti e degli educatori, che oggi si trovano confusi e disorientati" e quindi incapaci di trasmettere valori, e di guidare i giovani a scoprire se stessi, la storia che li precede e la via per la felicità. Occorre quindi "una "cura ricostituente", che rimetta gli educatori in condizioni di ricominciare a educare, dando per primi l'esempio di una vita umana realizzata e felice". Innanzitutto imparando a prendersi cura di se stessi e della propria identità, con un continuo esercizio di riflessione che porti a unificare intorno a un sistema di valori stabile le esperienze molteplici e contraddittorie di una società complessa, che favorisce la disgregazione dell'io, piuttosto che una sua crescita armonica. Occorre poi educarsi ed educare "a una cura delle proprie origini" che torni ad apprezzare il legame con il passato e con le esperienze delle precedenti generazioni, perché l'autorità di adulti ed educatori – che il '68 ha insegnato a svalutare come dispotica e oppressiva – è necessaria per la crescita dei giovani, purché sia esercitata con ragionevolezza e liberamente accolta. Occorre infine "educare alla cura dell'altro, e a una relazione tra le persone che contrasti l'individualismo selvaggio", perché anche le scelte più personali hanno sempre conseguenze sull'intera società, di cui tutti devono sentirsi responsabili. Il traguardo del processo educativo sarà così giungere "alla maturazione di una vita morale fondata sull'esercizio di virtù". Una parola, "virtù", del tutto fuori moda in una cultura che ammicca piuttosto ai "vizi", considerati come fonti di piacere. "Occorre invece – spiega Savagnone – unificare armonicamente le passioni e i desideri con la loro destinazione al bene comune. Fare il proprio dovere sarà così una fonte di piacere, in cui la norma è accettata e amata come garanzia di felicità". Così "la vita assumerà la leggerezza di una danza, in cui il rispetto del ritmo e delle regole è la condizione per esprimersi con creatività, sfuggendo alla pesantezza di una marcia militare scandita su un rigido elenco di doveri svuotati di significato".