Venerdì 04 Marzo 2016, h 20:00
«Va’ e ripara la mia Chiesa!». La Parola e lo Spirito, semi di nuova rivoluzione, oggi come ieri
Novara, Duomo
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Incontro di riflessione
Con: Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa Pontificia
Introduce: mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara
A cura di: Comitato per il Progetto Passio

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DESCRIZIONE

CRONACA

 

CANTALAMESSA: LO SPIRITO “ANIMA” DELLA MISERICORDIA
Padre Raniero e mons. Brambilla in Duomo alla “24 ore per il Signore”

Padre Raniero Cantalamessa inizia a parlare, e subito scatta l’applauso… non per lui, ma per il Signore. È quanto accade nel Duomo di Novara venerdì 4 marzo nel terzo Quaresimale della Cattedrale di Passio 2016, intitolato «“Va’ e ripara la mia Chiesa!”. La Parola e lo Spirito, semi di nuova rivoluzione, oggi come ieri». Protagonista è il predicatore della Casa Pontificia, che spiega: «Gesù ha detto che “… dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”. Perciò, benché invisibile, è qui presente, e dobbiamo accoglierlo e salutarlo». «“Veni Creator Spiritus”, vieni Spirito Creatore: il titolo di Passio è un’invocazione che la Chiesa ripete in continuazione», ma che – osserva scherzosamente – con l’abitudine rischia di assomigliare a quegli inviti di cortesia formale tra amici, che si immaginano gentilmente declinati. «"Sì!, vengo proprio volentieri!", risponde invece lo Spirito. Ma per accogliere la sua venuta occorre mettere in discussione tutta la vita». È lo Spirito creatore, che ha permesso che al caos primigenio subentrasse l’ordine vitale del cosmo. «Chiama per questo i cristiani a dialogare con tutti i popoli, le culture e le religioni, perché ogni seme di conoscenza viene da Lui, e ci chiede di rispettare il creato, abitato dalla sua presenza. E anche in noi vuole agire perché nel confuso groviglio delle passioni si faccia strada la luce di Dio, e nessuno resti egoisticamente centrato in se stesso, ma si “ricentri” in Dio». Lo Spirito è così il contenuto di quella “misericordia”, cui papa Francesco ha dedicato l’Anno Santo, affinché non resti una vuota parola. Esso «ci invita a essere consolatori e difensori gli uni degli altri», e opera nei cuori perché, «l’invocazione “sia fatta la tua volontà” del Padre Nostro non sia più detta chinando la testa come preparandosi al peggio, ma invece affidandosi a un Padre che ama e desidera il nostro bene». Un bene che esige pazienza e perdono reciproci: «la misericordia di Dio è seguita al peccato dell’uomo. Così nella vita di coppia, dopo i primi anni di passione occorre accogliere fatiche, difficoltà e delusioni della routine con tenerezza e solidarietà. È l’arte del rammendo, in cui eccellevano le nostre nonne, contraria all’odierna cultura dell’“usa e getta”, e che tra uomo e donna fa scoprire un nuovo livello di amore gratuito». «Misericordias Domini in aeternum cantabo» – commenta il coro della Fraternità Francescana di San Nazzaro, dando inizio alla preghiera, mentre una copia del Crocifisso di San Damiano è portata sui gradini antistanti l’altare. «I segni della Passione non sono un brutto incidente che viene superato dopo una risurrezione sfolgorante – commenta il vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, che presiede l’incontro –. Essi rimangono nel Cristo risorto e giudice, perché non è risorta la vita, ma questa vita, spesa e data così, disarmata e disarmante così. Anche noi, come l’apostolo Tommaso, possiamo mettere il dito nella ferita che apre sul cuore di Dio, se crediamo al Vangelo e ci nutriamo del Pane di vita». Il Pane che, esposto sull’altare, sarà vegliato e adorato in Duomo fino alle 20 di sabato 5 marzo, nella “24 ore per il Signore” che papa Francesco ha chiesto di celebrare in tutte le chiese del mondo.



PRESENTAZIONE

 

CANTALAMESSA, A NOVARA IL PREDICATORE DEL PAPA
Iniziano in Duomo con padre Raniero le “24 ore per il Signore”

È il predicatore della Casa Pontificia, ed è a Novara per dare inizio alle “24 ore per il Signore”, indette da papa Francesco nell’anno del Giubileo. Si tratta del francescano padre Raniero Cantalamessa chiamato venerdì 4 marzo nel Duomo di Novara a parlare del tema «“Va’ e ripara la mia Chiesa!”. La Parola e lo Spirito, semi di nuova rivoluzione, oggi come ieri». L’incontro, presieduto dal vescovo mons. Franco Giulio Brambilla, ha inizio alle ore 20 e dà il via a un momento straordinario di preghiera, svolto in contemporanea nelle chiese del mondo intero, e fortemente voluto da papa Francesco. «L’iniziativa “24 ore per il Signore” – scrive infatti Francesco nella bolla di indizione dell’Anno Santo –, è da incrementare nelle Diocesi. Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore». La voce di padre Raniero lascia così il posto, alle 21, al canto della Fraternità Francescana di San Nazzaro, cui si uniscono i fedeli nell’Adorazione della Croce. Inizia quindi alle 22 – e fino alle 20 di sabato 5 marzo – un vegliare continuo, animato da gruppi parrocchiali, oratori, associazioni e movimenti ecclesiali – cui chiunque può unirsi entrando in Duomo – per sostare alla presenza del pane eucaristico, esposto sull’altare maggiore, nella preghiera ritmata da canti e dalla lettura di testi sulle Opere di misericordia spirituale, redatti da don Giorgio Borroni, direttore della Caritas Diocesana. Come indicato dal Papa, uno o più confessori sono presenti in Duomo, lungo le 24 ore, disponibili all’ascolto e al sacramento della Riconciliazione.

 

RANIERO CANTALAMESSA

Padre Raniero Cantalamessa, dell’ordine dei Frati Minori Cappuccini, è nato a Colli del Tronto (AP) il 22 Luglio 1934. Ordinato sacerdote nel 1958, si è laureato in Teologia a Friburgo, Svizzera, e in Lettere classiche all’Università Cattolica di Milano. Già professore ordinario di Storia delle origini cristiane e Direttore del Dipartimento di scienze religiose dell’Università del Sacro Cuore di Milano, è stato membro della Commissione Teologica Internazionale dal 1975 al 1981 e, per dodici anni, membro della delegazione cattolica per il dialogo con le Chiese Pentecostali. Nel 1979 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi a tempo pieno al ministero della Parola.
È stato nominato da Giovanni Paolo II Predicatore della Casa Pontificia nel 1980 e confermato in tale carica da Benedetto XVI nel 2005. In questa veste detta ogni settimana, in Avvento e in Quaresima, una meditazione in presenza del Papa, dei cardinali, vescovi, prelati e superiori generali di ordini religiosi. È chiamato a parlare in molti paesi del mondo, spesso anche da fratelli di altre denominazioni cristiane. Ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza all’Università Notre Dame di South Bend (Indiana), in Scienze della comunicazione all’Università di Macerata e in Teologia all’Università Francescana di Steubenville (Ohio).
Oltre i libri scientifici scritti come storico delle Origini Cristiane, sulla Cristologia dei Padri, la Pasqua nella Chiesa antica e altri temi, ha pubblicato numerosi altri libri di spiritualità, frutto della sua predicazione alla Casa Pontificia, tradotti in una ventina di lingue. Dal 1994 al 2009, ogni Sabato sera ha tenuto su Rai Uno la rubrica di spiegazione del vangelo della Domenica “Le ragioni della speranza”. Dal 2009, quando non è impegnato nella predicazione alla Casa Pontificia e in altre parti del mondo, vive nell’Eremo dell’Amore Misericordioso di Cittaducale (RI), prestando il suo servizio sacerdotale a una piccola comunità di monache claustrali.
Il 18 luglio 2013 è stato confermato da papa Francesco nell’ufficio di Predicatore della Casa Pontificia.

 

COSA SONO LE “24 ORE PER IL SIGNORE”

Le “24 ore per il Signore” sono un’una iniziativa rivolta a tutte le diocesi lanciata nel 2014 dal Pontificio consiglio per la nuova evangelizzazione, presieduto da monsignor Rino Fisichella. Allora si svolse venerdì 28 marzo; l’intera giornata fu dedicata al sacramento della riconciliazione, proprio per consentire a quanti lo desideravano di accostarvisi. Aderirono, in tutta Italia, decine di diocesi. Partecipò all’iniziativa papa Francesco stesso, che presiedette nella Basilica vaticana una celebrazione della Penitenza.
L’iniziativa fu riproposta dallo stesso Francesco, che nel messaggio per la Quaresima 2015, chiese di celebrarla in tutte le diocesi, invitando a «non trascurare la forza della preghiera di tanti», e il 13-14 marzo di quell’anno presiedette la liturgia penitenziale a San Pietro, mettendo il sacramento della confessione al centro del cammino della nuova evangelizzazione.
L’invito, per l’anno 2016, è rivolto alle Chiese di tutto il mondo al n. 17 della Misericordiæ Vultus, la bolla di indizione dell’Anno Santo della Misericordia, dove il Pontefice scrive: «L’iniziativa “24 ore per il Signore”, da celebrarsi nel venerdì e sabato che precedono la IV domenica di Quaresima, è da incrementare nelle Diocesi. Tante persone si stanno riavvicinando al sacramento della Riconciliazione e tra questi molti giovani, che in tale esperienza ritrovano spesso il cammino per ritornare al Signore, per vivere un momento di intensa preghiera e riscoprire il senso della propria vita. Poniamo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della Riconciliazione, perché permette di toccare con mano la grandezza della misericordia. Sarà per ogni penitente fonte di vera pace interiore».